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I “Cesaroni” televisivi sono il prototipo della famiglia allargata/ricostituita/ricomposta dell’immaginario tv, oppure, volendolo, si può optare per il modello: “Un medico in famiglia”.

Ma io mi chiedo quale sia la realtà delle altre famiglie a strati, fuori dagli schemi, dagli studi sociologici, dalle ricerche statistiche, dai consigli psicologici, dalle forme di riconoscimento legislativo (più o meno) esistenti.

Mi chiedo: come sono io, come sono gli altri? Come si manda avanti una famiglia che deve inventarsi ex-novo regole e strumenti di dialogo, di incontro, o i ruoli  genitoriali naturali e conseguenti. Come si costruiscono  le abitudini quando i modelli sono molteplici, e non sempre congruenti?

Quando la mia figlia grande torna alla fine del we, in cui è stata a casa di suo papà e della sua nuova famiglia, è evidente che porta con sè anche diverse abitudini e regole, alcune le racconta, altre le agisce … Non è cosa da poco, non è un fatto scontato.

Occorre abituarcisi, occorre trovare equilibri ….

Alle volte la famiglia a strati, poi, almeno nel mio caso e nelle mie sensazioni, si muove come una rete (nel senso di ragnatela), basta un colpo di vento o un insetto si posa lontano, e ogni filo finisce per vibrare, risentirne, dalla periferia al centro. Non è necessariamente un male, semplicemente significa che si sta in un complesso di rapporti stratificati e ramificati, e alcune ramificazioni non sono subito così evidenti …

Se penso al modello “Cesaroni” che (in realtà l’ho visto solo un paio di volte) rappresenta la felicità allargata piena di conflitti  .. morbidi come brioches alla nutella, e poi guardo alla mia esistenza “stratificata”  e la ritengo certo meno facile. Sappiamo tutti che i modelli sono semplificazioni della realtà, e la televisione di intrattenimento semplifica ulteriormente e rende attutiti i problemi che richiamerebbero riflessioni. Ovviamente, visto che lo scopo è intrattenere, alleggerire, distrarre. Eppure una famiglia a stati non ha molti riferimenti, resta una realtà piuttosto nuova, a maggiore ragione in un momento storico di grande trasformazione (cfr. globalizzazione).

In questo momento so c’è una cosa che sto imparando nella vita a strati …, a non aspettarmi la Famigliola Felice, il Vissero tutti Felici e Contenti, la facciata perbene in cui tutti stanno tanto bene, ma un luogo dove imparare da tutti, dove imparare a costruire, a gestire fatiche, conflitti e non detti. E’ certo un luogo e/o un tempo un pò diverso da quello di una famiglia “tradizionale”; ma è uno spazio/tempo vivibile e non necessariamente foriero solo di traumi.

Ammettiamolo, però, è facile aspirare ad essere come quelli del “Mulino Bianco”, a me sembra che non facciano mai fatica …..

Se poi c’è chi ha trovato l’equilibrio più semplice per stare comodo fra tanti strati e ha voglia di narrarlo qui … sarà la benvenuta e il benvenuto …

A voi …

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