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La famiglia si può definire una organizzazione sociale su base biologica e naturale, essa può considerarsi la prima istituzione sociale e culturale dell’uomo; ma è anche un fenomeno storico collocato nello spazio e nel tempo, interdipendente con le società in cui si trova e con le circostanze dei diversi gruppi sociali .“La dimensione storica aiuta ad essere più modesti, meno totalizzanti, nelle interpretazioni della famiglia, a cogliere insieme la varietà dei modi in cui gli esseri umani hanno organizzato la propria sopravvivenza e riproduzione, e a ridimensionare fenomeni che ci sembrano assolutamente nuovi e peculiari del tempo in cui viviamo”. Per molti secoli la famiglia, come gruppo domestico, ha costituito sia il luogo naturale all’interno del quale si garantiva la continuità delle generazioni attraverso la riproduzione, sia una impresa produttiva, finanziaria o politica. “Demografi e storici sociali hanno dato vita ad un ricco dibattito, sostanziato da numerose ricerche, sulla struttura familiare prevalente nell’occidente europeo. […] Durkheim (1888) aveva definito un processo di progressiva contrazione: dalla famiglia multipla del gruppo di parenti, fino alla famiglia coniugale moderna, ove ogni matrimonio dà origine ad una nuova famiglia anche dal punto di vista della convivenza, costituendo il criterio sia di chi vive con chi, che di chi si separa da chi”.
Malinowski (1913) faceva discendere l’universalità della famiglia a partire dal bisogno di cura dei piccoli, affermando che essa era una istituzione definita da precisi confini spaziali e relazionali e i cui membri sono legati da particolari vincoli affettivi. Gli studiosi del Gruppo di Cambridge hanno elaborato una teoria inerente alla tipologia di strutture familiari; “essi distinguono quattro categorie di strutture di convivenza familiare:
a) i gruppi domestici cosiddetti senza struttura, cioè senza chiari rapporti né di sesso né di generazione. In essi vengono comprese sia le convivenze di fratelli e sorelle, che coloro che vivono da soli;
b) i gruppi domestici semplici, composti sia dai genitori con figli, che da un solo genitore con figli, che dalla coppia senza figli;
c) i gruppi domestici estesi, composti, oltre che dai membri della famiglia semplice, da parenti ascendenti (un nonno/a), discendenti (un nipote), o collaterali (un fratello/ sorella del marito/della moglie);
d) i gruppi domestici multipli, ove sono presenti più nuclei coniugali, più coppie con i loro figli” .