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A partire dall’ovvietà che è un ricomincio da “tre” …

Ma le due o tre cose che ho imparato, del “rifarsi” una famiglia … sono:   (ah!  Però il problema a volte è ricordasele)

1.

Scoprire che i figli, se nati da due compagni/mariti diversi, ti mostrano molto bene una cosa:

che il carattere è la parte fondativa della loro educazione.

Cioè li educhi relativizzando la tua onnipotenza genitoriale, non a partire dal tuo bimbo ideale, ma dai bimbi che ti stan sotto il naso.

Con la prima figlia, brava, buona, bella tranquilla io pensavo di essere una “buona” madre e in tanti me lo dicevano, invece è gran merito del suo carattere, e la mia solo fortuna!! Mentre con la piccola, che e’ un tornado di vivacità e curiosità per il mondo, scopro che il suo carattere è fondamentale base per imparare a farla crescere e crescer con lei; altrimenti mi tolgon dal curriculum materno l’aggettivo di “brava”. E poi come la giustifichi la faccenda che sei stata un a buona madre “da separata” ma una pessima madre in una famiglia rifatta??

Ma siamo seri ….Il fatto che siano figlie di un genitore diverso obbliga tanto a ragionare di educazione in modo più attento, anche perchè l’altro non genitore, con sagace occhio esterno, ti ci obbliga!

2.

Se ogni “scarrafone è bello a mamma sua”, non è detto che la vostra figli

 

a sia altrettanto bella per il nuovo compagno /o la nuova compagna. (eh! chi mai lo avrebbe detto??)

E ….. dopo i primi 4/5 anni di turbamento, ci se ne fa una ragione. E si guarda lo “scarrafone” in modo più realistico ma altrettanto amorevole. Amorevole, e a volte, anche di più del giusto; e solo per il gusto di contraddire colui o colei che discute sullo scarrafone!!

Ma alla fine anche così – un pò – si riduce quella onnipotenza genitoriale. E di nuovo si ragiona di più sull’educare. O si ironizza su se stesse.

3.

Si sviluppano doti di ragionamento logico-creativo-deduttivi-intuitivi, enormi capacità di mediazione e dialettiche, e istinti belluini di difesa della prole, per convincere il riottoso nuovo compagno che non state “viziando” la vostra prima figlia. Mentre lui fa lo stesso per sancire che invece state “viziando”.

In caso di estreme difficoltà si può sempre contestare che sta “viziando” lui la nostra figlia in comune. Il problema è che si tratta anche di vostra figlia.

In ogni caso il vantaggio è che cotali capacità, così allenate, potrete esportarle anche nella vita fuori casa…..!! O al limite farne una professione.

4.

Prima o poi le vostre capacità di reazione alle diatribe con i figli si arricchiranno di un ventaglio di saperi quasi incontrollabile, utile per sopravvivere, e che si possono usare. Insomma avrete nelle mani ciò che si è imparato – nel bene e nel male –

dalla vostra storia di figlie/figli,

da quella dei vostri ex come figli,

dal vostro primo matrimonio,

o da quello che racconta il vostro compagno/a del suo primo matrimonio,

e non ultimo da ciò che state facendo nella nuova famiglia rifatta …

Insomma si accrescerà diabolicamente la vostra capacità di sfuggire ai più comuni inghippi genitoriali. Sempre che non vi freghi il senso di colpa. Appunto!

 

 

Resta un dubbio ma chiamarla famiglia “rifatta”  non diventa come quelle signore che si tirano via rughe e pancetta, ma dentro restano la solita zuppa??

😉

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