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Per scrivere questo post faccio appello alla pazienza e a una lontana discussione con il mio ex marito, cioè padre della figlia grande.

La pazienza che va destinata alla visione di questo (in cui  Ken Robinson “sottolinea le carenze del modello educativo basato sull’apprendimento nozionistico, al quale viene contrapposto un ideale di educazione fondato sullo sviluppo delle capacità cognitive e creative”).

La discussione lontana, invece, verteva sulla necessita di trovare a nostra figlia una scuola all’altezza delle sue capacità, una scuola di prestigio e di pregio che permettesse di offrirle contenuti all’altezza delle sue capacità di studio.

Ammettiamo pure la fanciullina è brava a scuola, studiosa e diligente, attenta, disciplinata, e capace. Non so se sia un genio o meno, metiamo che non è la mia priorità avere figli geniali, o che mi riscattino in qualche modo.

Ma diciamo pure che io e il padre abbiamo visioni leggermente diverse sulla sua futura riuscita, o meglio aspettative diverse. Come è ovvio se già è cplesso avre una visone comune  già per i genitori standard, figuratevi per 2 genitori a strati.

Ma il punto di svolta, per me , sulla questione è stata la visione del video di Ken Robinson, che non mi ha affatto risolto il problema precendente ma mi ha aperto una nuova chiave di lettura.

Foto di Marco Lavagnini - su gentile concessione dell'autore

Mia figlia, grazie alla sua allargatissima famiglia, possiede una quantità di stimoli che nessuna scuola potrebbe mai offrirle, e tantomeno una scuola appiattente, come descritta da Robinson.

Laddove la scuola restringe l’ottica, le famiglie la allargano, la complicano ma anche complessificano, offrendole insieme una maggiore capacità critica e di scelta. Che va certo di costruita e presidiata, e non abbandonata a se stessa, a rischio di farla perdere. le persone che le stanno attorno, con diversi ruoli e diversi gradi di vicinanza,  le offrono una moltiplicazione di chiavi di lettura sulla realtà, sulla cultura, sulla musica, sul cinema, sulle piccole e grandi cose.

Una rete familiare, di sua natura, già crea e presidia i legami affettivi, ma anche i nessi tra mondo interno e mondo esterno, tra significati ed azioni e valori, ma la famiglia a strati  per non implodere/esplodere, deve anche provare a tenere vivi i nessi esistenti tra i vari strati di famiglia, siano essi familiari, affettivi, culturali, “storici”.

Il che significa spesso tanta fatica ma anche una visione del mondo più complessa, e capace di contenere più differenze e possibilità.